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★★★★★ Recensioni 5/5 stelle su Google · Showroom a Taviano (LE)

Trattamento acqua per vivai e aziende florovivaistiche a Lecce e provincia

Ogni pianta ha bisogno della sua acqua

Water Passion analizza l’acqua disponibile e progetta il trattamento necessario per portarla alle caratteristiche richieste dalla coltivazione.

Partiamo dalla tua acqua e dalla tua produzione: effettuiamo un sopralluogo nella struttura per valutare fonte, colture, impianto irriguo, consumi e obiettivi di fertirrigazione.

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Nessun impegno · Dati trattati secondo privacy
30+
anni di esperienza
Progettazione

su misura

Dimensionamento

su portate reali

Assistenza

e manutenzione programmata

La prima domanda non è “quale impianto?”. È “quale acqua?”

Pozzo, acquedotto, invaso e acqua recuperata possono presentare caratteristiche molto diverse e anche variare durante l’anno. Per questo il progetto parte dalla fonte disponibile e dalla sua analisi, prima ancora di scegliere la tecnologia di trattamento.

Nel florovivaismo l’acqua non serve soltanto a irrigare: la sua composizione influenza fertirrigazione, pH del substrato, impianti e uniformità delle produzioni. 

Per questo non esiste un’acqua ideale per tutte, ma quella più adatta alla coltura, al substrato, al sistema di irrigazione e al programma di fertilizzazione. 

Ogni settore ha esigenze diverse:
scopri le criticità più comuni legate all’acqua

Criticità frequenti

Occlusione di gocciolatori, nebulizzatori e filtri per sedimenti o ferro.

Calcare e sali che si accumulano nel substrato o riducono uniformità di irrigazione.

Variazioni di conducibilità, torbidità e qualità tra pozzo, accumulo e linea.

Interventi da valutare

Analisi dell’acqua e mappatura dei punti critici dell’impianto.

Filtrazione, addolcimento, osmosi o dosaggio in base a colture e fertirrigazione.

Dimensionamento su portate, serbatoi, pompe e sistemi di irrigazione

Tre gocce di sapere

  • Per una pianta, l’acqua è anche nutrimento

    La composizione dell’acqua influisce sulla disponibilità dei nutrienti e sul loro assorbimento da parte delle piante.

  • Due acque possono sembrare identiche

    Due acque limpide possono avere salinità diverse: la conducibilità è un indicatore utile per la gestione delle colture.

  • Coltivare significa trovare l’equilibrio

    pH, salinità e minerali vanno valutati secondo la coltura: non esiste un’acqua ideale per tutte le piante.

Prima di trattare l’acqua bisogna conoscerla

Acqua di pozzo, acquedotto, invaso o acqua recuperata possono avere caratteristiche completamente differenti. La stessa sorgente può modificare la propria composizione durante l’anno.

Per progettare correttamente un impianto possiamo valutare parametri come:

  • Conducibilità elettrica – EC
    Indica la quantità complessiva di sali disciolti e rappresenta uno dei primi parametri da conoscere nella produzione florovivaistica.
  • Sodio e cloruri
    Concentrazioni elevate possono diventare problematiche soprattutto per specie sensibili e nelle coltivazioni in vaso o substrato.
  • Bicarbonati e alcalinità
    Possono modificare progressivamente il pH del substrato e interferire con la disponibilità di alcuni elementi nutritivi.
  • Calcio e magnesio
    Non sono semplicemente elementi da eliminare: fanno parte della nutrizione vegetale. Il loro livello deve essere valutato all’interno dell’intera strategia di fertirrigazione.
  • Boro
    È un micronutriente essenziale, ma alcune colture possono essere sensibili quando la concentrazione nell’acqua diventa eccessiva.
  • Ferro e manganese
    Possono provocare precipitazioni, macchie e occlusioni in gocciolatori, ugelli e sistemi di microirrigazione.
  • pH
    È importante, ma da solo non descrive la qualità dell’acqua. Deve essere interpretato insieme soprattutto ad alcalinità e bicarbonati.

Ferro, manganese e torbidità: proteggere anche l’impianto di irrigazione

L’acqua di pozzo può contenere sostanze che non rappresentano soltanto un problema agronomico. Ferro, manganese, sabbia e solidi sospesi possono creare:

  • depositi;
  • incrostazioni;
  • gocciolatori parzialmente ostruiti;
  • portate irregolari;
  • macchie sulle foglie;
  • maggiore necessità di manutenzione.

La conseguenza può essere un’irrigazione non uniforme: alcune piante ricevono più acqua, altre meno. Water Passion può integrare al progetto sistemi di:

  • prefiltrazione
  • deferrizzazione e demanganizzazione
  • filtrazione automatica
  • trattamento chimico controllato
  • protezione delle membrane di osmosi

in funzione delle caratteristiche dell’acqua disponibile.

Serra con piante ornamentali presso il Vivaio Fabrizio Mariani di Felline, cliente Water Passion

Vivaio Fabrizio Mariani – Felline | Cliente Water Passion

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Serena Bove
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Per noi esperienza molto positiva: serieta’, professionalità e tempestività per qualunque necessità. Super consigliato!
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Lorella Di Nardo
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Personale cortese e professionale, soddisfatta
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Christian Cernuschi
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Persone cordiali e molto preparate nel loro lavoro.
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Salvina Falcone
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Lorenzo Sbarra
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Siamo clienti da un paio d'anni e siamo molto soddisfatti del prodotto e dell' assistenza.
UN METODO, NON SOLO UN PRODOTTO

Come lavoriamo, in 5 passi

1

Analizziamo l’acqua

Valutiamo la fonte di approvvigionamento (pozzo, acquedotto, invaso o altra origine) e i parametri che possono influire sulla coltura, sulla fertirrigazione e sull’impianto irriguo.

2

Definiamo l’acqua obiettivo

Stabiliamo le caratteristiche dell’acqua più adatte in funzione della produzione, alle specie coltivate, al substrato e alla strategia di fertirrigazione.

3

Progettiamo il trattamento

Selezioniamo le tecnologie realmente necessarie, come prefiltrazione, osmosi inversa, miscelazione, correzione del pH e dell’alcalinità, filtrazione specifica o eventuale disinfezione.

4

Dimensioniamo l’impianto sulla produzione reale

Litri/ora, consumi giornalieri, picchi di irrigazione, capacità di accumulo e possibilità di produrre acqua trattata nelle ore di minore richiesta.

5

Verifichiamo il risultato

Controlliamo che l’acqua ottenuta risponda alle caratteristiche richieste dalla coltivazione, non solo ai parametri in ingresso all’impianto.

La conducibilità non basta

Una conducibilità elevata può ridurre la capacità della pianta di assorbire acqua attraverso le radici e favorire l’accumulo di sali nel substrato. Ma il solo valore di EC non basta: due acque con la stessa conducibilità possono avere composizioni minerali molto diverse e produrre effetti differenti sulle colture.

La conducibilità, infatti, misura la quantità complessiva dei sali disciolti, ma non ne descrive la composizione.  Per decidere il trattamento più adatto non basta sapere quanti microsiemens misura l’acqua: occorre conoscere la sua composizione minerale.

Solo così è possibile stabilire se può essere utilizzata direttamente, corretta, miscelata o trattata con osmosi inversa.

Impianto a osmosi inversa e tecnico Water Passion presso il Vivaio Fabrizio Mariani a Felline

Impianto a osmosi inversa – Vivaio Fabrizio Mariani, Felline | Water Passion

Osmosi inversa e miscelazione

Quando l’acqua disponibile presenta una conducibilità troppo elevata o quantità indesiderate di determinati sali, l’osmosi inversa rappresenta una delle tecnologie più efficaci disponibili.

Attraverso membrane selettive è possibile ridurre in maniera significativa la concentrazione dei sali presenti nell’acqua e ottenere una base molto più controllabile per la fertirrigazione. L’obiettivo, però, non è ottenere l‘acqua più povera possibile, ma quella più adatta alla coltivazione.

Per questo, in molti impianti professionali il permeato prodotto dall’osmosi viene miscelato in percentuale controllata con l’acqua di partenza, così da ottenere le caratteristiche desiderate senza trattare tutta l’acqua allo stesso livello.

In questo modo possiamo puntare a una determinata conducibilità in ingresso alla fertirrigazione senza necessariamente trattare tutta l’acqua allo stesso livello.

I vantaggi possono essere importanti:

  • riduzione della salinità;
  • controllo più preciso della conducibilità;
  • possibilità di mantenere una quota utile di calcio e magnesio;
  • minori consumi rispetto alla produzione indiscriminata di acqua fortemente demineralizzata;
  • maggiore libertà nella formulazione della soluzione nutritiva;
  • adattamento dell’acqua a colture differenti.

La percentuale di miscelazione viene stabilita sulla base dell’analisi dell’acqua e delle esigenze agronomiche.

Acqua accumulata o ricircolata e rischio microbiologico

Vasche, bacini, invasi e sistemi di recupero dell’acqua possono diventare parte integrante della gestione idrica di un vivaio. Ma quando l’acqua viene accumulata o ricircolata è necessario considerare anche il rischio di diffusione attraverso l’irrigazione di microrganismi fitopatogeni.

Quando necessario, il trattamento può comprendere sistemi di filtrazione e disinfezione, dimensionati in base all’origine dell’acqua, alla torbidità, alla portata, alle modalità di accumulo, al sistema irriguo e all’eventuale recupero dell’acqua drenata.

Attenzione: addolcire non significa necessariamente migliorare l’acqua per le piante

Un normale addolcitore a scambio ionico è ottimo per numerosi impieghi tecnici, ma non deve essere automaticamente utilizzato come trattamento dell’acqua destinata alle colture.

L’addolcitore tradizionale, infatti, sostituisce calcio e magnesio con sodio. Questo elemento può essere proprio uno degli elementi che vogliamo ridurre all’interno dell’acqua.

Per questo scegliamo ogni tecnologia solo dopo aver analizzato l’acqua, evitando soluzioni standard applicate indistintamente.

    Una buona fertirrigazione comincia prima del fertilizzante

    Gli elementi già presenti nell’acqua entrano nella soluzione nutritiva e devono essere considerati nel piano di fertirrigazione. Calcio, magnesio, sodio, bicarbonati e altri elementi già presenti nell’acqua devono quindi essere considerati nel piano di fertirrigazione.

    Ridurre e stabilizzare quelli indesiderati permette di ottenere una nutrizione più controllabile e ripetibile.

    Meno variabili nell’acqua significa maggiore controllo sulla nutrizione della pianta.

    È particolarmente importante in:

    • vivai ornamentali;
    • coltivazioni in vaso;
    • serre;
    • giovani piantine;
    • propagazione e radicazione;
    • coltivazioni fuori suolo;
    • produzioni ad elevato valore;
    • specie sensibili alla salinità.

    Bicarbonati elevati? Non guardiamo soltanto il pH

    Il pH, da solo, non è sufficiente per valutare la qualità dell’acqua. È necessario considerare anche l’alcalinità, legata principalmente alla presenza di bicarbonati e carbonati.

    Un’elevata alcalinità può modificare nel tempo il pH del substrato e interferire con la gestione della nutrizione. In base alle caratteristiche dell’acqua e alle esigenze della coltivazione possiamo intervenire con:

    • osmosi inversa;
    • miscelazione;
    • correzione controllata dell’alcalinità;
    • una combinazione delle diverse tecnologie.

    La soluzione viene definita in funzione dell’acqua disponibile, della coltura e del processo produttivo.

    Un impianto professionale deve restare sotto controllo

    La qualità dell’acqua di partenza può cambiare nel tempo e le prestazioni dell’impianto dipendono anche dalla corretta manutenzione. Per questo programmiamo controlli, sostituzione dei componenti previsti e verifiche dei principali parametri di funzionamento, adattando quando necessario la gestione del sistema alle condizioni reali di utilizzo.

    Non sempre serve un impianto più grande. Serve un progetto migliore.

    Un vivaio può richiedere migliaia o decine di migliaia di litri d’acqua al giorno.

    Produrre istantaneamente tutta quella portata con osmosi inversa non è sempre la soluzione più intelligente.

    Possiamo studiare sistemi che producono acqua trattata progressivamente durante la giornata, la accumulano e la rendono disponibile nei momenti di massimo fabbisogno.

    Oppure utilizzare solo la percentuale di acqua osmotizzata necessaria per raggiungere la conducibilità desiderata.

    L’obiettivo è trovare il punto di equilibrio tra qualità dell’acqua, consumo energetico, recupero, investimento e necessità agronomiche.

    Dall’acqua disponibile all’acqua di coltivazione

    Domande frequenti

    Quale conducibilità deve avere l’acqua per un vivaio?
    Non esiste un valore unico: dipende da specie, substrato, fase colturale e programma di fertirrigazione.
    Quando serve l’osmosi inversa in un vivaio?
    Quando la composizione dell’acqua o la salinità non consentono di raggiungere in modo affidabile le caratteristiche richieste dalla coltura.
    L’acqua osmotizzata deve essere utilizzata pura?
    Non necessariamente. In molti casi può essere miscelata con una quota di acqua di partenza per raggiungere la composizione desiderata.
    Un addolcitore può essere utilizzato per irrigare?
    Non automaticamente. Un addolcitore tradizionale sostituisce calcio e magnesio con sodio, parametro che deve essere valutato attentamente in ambito agronomico.
    Potete trattare acqua di pozzo con ferro o manganese?
    Sì, dopo averne valutato concentrazioni, portate e caratteristiche dell’impianto possiamo progettare pretrattamenti specifici.
    Dimensionate impianti anche per grandi consumi?
    Sì. Il dimensionamento considera consumo giornaliero, picchi, capacità di accumulo e possibilità di produrre acqua trattata nelle ore di minore richiesta.

    Hai un vivaio o un’azienda florovivaistica?

    Portaci un’analisi dell’acqua che utilizzi oppure richiedici una valutazione.

    Partiremo da tre informazioni:

    – che acqua hai

    – che cosa coltivi

    – quale acqua vuoi ottenere

    Da lì progetteremo il sistema di trattamento più adatto alla tua produzione.

    Water Passion – Trattamento professionale delle acque

    Showroom: Via Regina Margherita 236/B, 73057 Taviano (LE)